Siamo ancora un popolo?

21 AGO 20
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A Macerata dove vivo vedo macedoni, albanesi e rumeni riempire i giardini pubblici, frequentare assiduamente la vita dei bar, affollare mercati e fiere. Li vedo pieni di desiderio di intrapresa, coraggiosi nel muoversi, mirabilmente solidali tra loro, con un passa parola che segue ogni particolare bisogno. Fanno figli con il coraggio positivo dell'affronto della vita, pur in condizioni precarie; il matrimonio, la nascita e la morte, la malattia e il dolore non sono relegati ad un fatto privatistico, bensì vissuti come un avvenimento che riguarda tutti. In queste manifestazioni di popolo noi siamo sempre più assenti. Il problema è nostro, non riguarda loro.